Il Parco del Colle Oppio recupera una parte importante della propria identità storica. Roma Capitale ha annunciato il 16 luglio 2026 la conclusione degli interventi di restauro e valorizzazione realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi. Con un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro sono stati recuperati i portali monumentali, due fontane e il sistema originario che le alimenta. L’impianto idraulico progettato quasi un secolo fa da Raffaele de Vico è tornato pienamente funzionante dopo anni di inattività.
Che cosa è stato restaurato
L’intervento ha interessato i due portali di accesso al parco situati in via delle Terme di Traiano e in via Nicola Salvi. I lavori hanno riguardato anche le forme architettoniche e monumentali della Fontana Ninfeo e della Fontana delle Anfore, elementi centrali del disegno paesaggistico del Colle Oppio.
Le operazioni non si sono limitate a un intervento estetico. Le strutture sono state consolidate, mentre le superfici in pietra, laterizio e graniglia cementizia sono state recuperate. Dove il degrado era più avanzato, le parti danneggiate sono state ricostruite. Sono state inoltre ripristinate la funzionalità delle vasche e quella degli impianti che consentono all’acqua di tornare a caratterizzare il paesaggio del giardino.
L’acqua torna al centro del progetto
Il risultato più significativo riguarda il sistema idraulico ideato da Raffaele de Vico. Roma Capitale spiega che l’impianto originario è stato rimesso in funzione dopo anni di fermo, restituendo al parco la componente scenografica pensata dal suo progettista. Il sistema di alimentazione è stato recuperato e integrato con dispositivi per il ricircolo e il riutilizzo dell’acqua, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e rispettare i criteri di sostenibilità ambientale.
Il lavoro ha richiesto la collaborazione della Sovrintendenza Capitolina, del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici e del Dipartimento Tutela Ambientale. Acea Ato 2 e Areti hanno fornito supporto tecnico e operativo per la rifunzionalizzazione degli impianti e per la riqualificazione complessiva dell’area.
Un giardino tra archeologia e paesaggio
Il Colle Oppio è un luogo particolare anche nel panorama romano: nello stesso spazio convivono i resti della Domus Aurea, delle Terme di Tito e delle Terme di Traiano con un giardino progettato nel Novecento. L’area era stata destinata a verde pubblico già nel 1871, quando Roma affrontava le trasformazioni urbanistiche legate al nuovo ruolo di Capitale.
La forma riconoscibile ancora oggi arrivò però tra il 1928 e il 1936. Raffaele de Vico curò il primo nucleo del parco, lavorando sull’area vicina alla grande esedra delle Terme di Traiano, sulla scarpata verso via Labicana e sul lato di via Mecenate. Il progetto organizzò il giardino attorno a viale Mizzi e viale della Domus Aurea, con ingressi monumentali e fontane che sfruttavano la pendenza naturale del colle.
Tra il 1935 e il 1936 Antonio Muñoz completò poi la sistemazione del settore superiore, quello maggiormente legato ai resti delle Terme di Traiano. L’assetto cercava prospettive spettacolari e un dialogo diretto tra le rovine antiche, il verde e la città circostante.
Cosa cambia per chi visita il Colle Oppio
La conclusione del restauro rende nuovamente leggibili elementi che definiscono il carattere storico del parco e restituisce continuità al percorso tra gli ingressi, le fontane e le aree archeologiche. Il valore dell’intervento sta soprattutto nel recupero di un sistema unitario: non singoli manufatti isolati, ma un progetto nel quale architettura del paesaggio, archeologia e acqua lavorano insieme.
Per chi frequenta il quartiere o visita l’area tra il Colosseo e la Domus Aurea, il consiglio è di rispettare le zone monumentali, non entrare nelle vasche e verificare sul portale di Roma Capitale eventuali indicazioni temporanee sugli accessi. La notizia riguarda la conclusione del restauro dei beni storico-artistici; non sono stati annunciati nuovi biglietti o modalità speciali di ingresso al parco.
Il restauro in breve
- Investimento: circa 1,5 milioni di euro
- Recuperati i portali di via delle Terme di Traiano e via Nicola Salvi
- Restaurate la Fontana Ninfeo e la Fontana delle Anfore
- Ripristinato l’impianto idraulico storico con ricircolo dell’acqua
- Intervento PNRR Caput Mundi della Sovrintendenza Capitolina




