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Cronaca

Infortuni sul lavoro, a Roma denunce in aumento dell’8,1%

Nei primi sette mesi del 2026 le segnalazioni nella provincia salgono da 20.284 a 21.917. Quelle con esito mortale passano da 30 a 32: sono dati INAIL provvisori, non casi già riconosciuti.

Foto: Rocielma · CC BY-SA 4.0 · Torre INAIL all’EUR, fotografia di contesto del 2013 ↗

Nella provincia di Roma le denunce di infortunio sul lavoro presentate nei primi sette mesi del 2026 sono 21.917, contro le 20.284 dello stesso periodo del 2025: un aumento dell’8,1%. Le denunce con esito mortale passano da 30 a 32. I numeri sono contenuti nell’analisi pubblicata il 9 settembre dalla CGIL Roma e Lazio sugli open data INAIL rilevati al 31 luglio e resi disponibili dall’Istituto l’8 settembre. Sono dati importanti, ma vanno letti correttamente: descrivono denunce amministrative ancora provvisorie, non casi già definiti o automaticamente riconosciuti dall’INAIL.

A Roma 1.633 denunce in più

Il confronto tra 21.917 e 20.284 equivale a 1.633 segnalazioni in più nella provincia di Roma rispetto ai primi sette mesi del 2025. L’incremento percentuale dell’8,1% è leggermente superiore a quello regionale. Il dato territoriale comprende la Capitale e gli altri Comuni della provincia: le fonti diffuse oggi non isolano il solo territorio comunale di Roma.

Anche le denunce con esito mortale aumentano, da 30 a 32. Questa voce non va trasformata in un bilancio definitivo delle morti sul lavoro: l’INAIL può aggiornare la classificazione dei casi dopo gli accertamenti. Il confronto resta però un segnale rilevante per valutare l’andamento della sicurezza nei luoghi di lavoro e negli spostamenti connessi all’attività lavorativa.

Nel Lazio l’aumento è del 7,7%

Nel complesso del Lazio le denunce passano da 25.607 a 27.576, con un aumento del 7,7%. La CGIL confronta questa variazione con il dato nazionale del 5,3%. Le segnalazioni relative agli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, cioè durante lo svolgimento dell’attività e non nel tragitto casa-lavoro, salgono nella regione da 19.836 a 21.645: il 9,1% in più.

Le denunce con esito mortale nel Lazio passano da 47 a 50. L’aumento territoriale più elevato tra le province è indicato a Viterbo, con il 14%; seguono Roma con l’8,1%, Rieti con il 7,7%, Latina con il 5,5% e Frosinone con lo 0,9%. Queste percentuali descrivono quantità molto diverse e non misurano da sole il rischio per singolo occupato.

I comparti con più segnalazioni

L’elaborazione regionale individua il maggior numero di denunce nel trasporto e magazzinaggio: 1.846 nei primi sette mesi, il 7,9% in più rispetto al 2025. Seguono sanità e assistenza sociale con 1.799 segnalazioni, commercio con 1.435 e costruzioni con 1.343. Gli aumenti indicati sono rispettivamente del 5,3%, 5% e 3,6%.

Altri settori registrano variazioni percentuali più marcate partendo però da valori assoluti inferiori. La CGIL segnala il 41,4% in più nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento e il 18% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche. Senza conoscere il numero di addetti e le ore lavorate non è possibile ricavare da questi soli dati un tasso comparabile di frequenza degli infortuni.

Crescono le denunce tra i 15 e i 34 anni

Nel Lazio le denunce che riguardano persone tra 15 e 34 anni passano da 7.406 a 8.124, con un aumento del 9,7%. La loro quota sul totale regionale cresce dal 28,9% al 29,5%. Il dato comprende fasce molto diverse, dagli studenti impegnati in percorsi formativi ai giovani lavoratori, e non consente di attribuire l’aumento a una sola causa.

Il sindacato richiama l’attenzione sui PCTO e sugli infortuni nelle scuole. Si tratta della lettura proposta dalla CGIL, non di una conclusione statistica autonoma dell’INAIL. Per valutare il fenomeno servono suddivisioni più dettagliate per modalità, gestione assicurativa e contesto dell’evento.

Il richiamo al caldo estremo

La CGIL collega l’accelerazione osservata in giugno e luglio anche allo stress termico e ricorda le numerose giornate di rischio elevato. È un’interpretazione sindacale che richiama un fattore di prevenzione concreto, ma i dati mensili pubblicati oggi non dimostrano da soli un rapporto causale tra ogni denuncia e le temperature.

Per imprese e lavoratori resta essenziale applicare la valutazione dei rischi, adattare organizzazione e pause alle condizioni effettive e rispettare i provvedimenti vigenti. Segnalazioni di pericolo, quasi incidenti e problemi organizzativi vanno portati al datore di lavoro, al responsabile della sicurezza o al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; in caso di emergenza immediata occorre chiamare i soccorsi.

Come leggere gli open data INAIL

L’INAIL ha pubblicato l’8 settembre i dati mensili rilevati al 31 luglio 2026. Le tabelle sono costruite sulle denunce ricevute e vengono aggiornate nel tempo: una denuncia può essere successivamente riconosciuta, respinta o riclassificata. Per questo i valori più recenti sono provvisori e possono differire dai dati consolidati diffusi in seguito.

Un aumento delle denunce non equivale automaticamente a un identico aumento del rischio individuale. Incidono numero degli occupati, ore lavorate, composizione dei settori e propensione a segnalare gli eventi. La serie resta comunque uno strumento tempestivo per individuare cambiamenti e orientare controlli, prevenzione e approfondimenti.

Verifica, fonti e fotografia

MyRoma ha verificato l’aggiornamento alle 14:46 di mercoledì 9 settembre 2026. Il portale INAIL conferma la pubblicazione dei dati rilevati al 31 luglio; la CGIL Roma e Lazio espone numeri, confronti territoriali e settoriali; ANSA fornisce un riscontro indipendente della nota. Le interpretazioni del sindacato sono attribuite esplicitamente e separate dai dati amministrativi.

La fotografia mostra la Torre INAIL nel quartiere EUR e non un incidente né un luogo di lavoro coinvolto nei casi. È stata scattata nel 2013 da Rocielma e pubblicata su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons Attribuzione–Condividi allo stesso modo 4.0. Viene usata come immagine istituzionale di contesto, con autore, licenza e data dichiarati.