Esalazioni di cloro hanno provocato malori domenica 19 luglio in un circolo sportivo di Mentana, nella Città metropolitana di Roma. Il primo bilancio consolidato diffuso dall’ANSA parla di otto persone intossicate, tra cui cinque minori. Una cinquantina di presenti è stata evacuata e la struttura è stata chiusa temporaneamente. I numeri circolati nelle ore successive non sono del tutto uniformi: un aggiornamento di Repubblica Roma ha indicato dieci persone accompagnate in ospedale. In attesa di un dato definitivo delle autorità, MyRoma mantiene distinti i due conteggi senza sommarli.
I malori nel primo pomeriggio
L’allarme è scattato intorno alle 15:30, quando alcuni bagnanti hanno iniziato ad accusare bruciore agli occhi e alla gola, tosse e difficoltà respiratorie. All’arrivo delle squadre di soccorso è stata rilevata un’elevata concentrazione di cloro nell’aria, indicata come possibile causa dei disturbi.
Il circolo è stato evacuato in via precauzionale. Circa cinquanta persone presenti nell’impianto sono state accompagnate all’esterno, mentre i soccorritori hanno valutato chi necessitasse di assistenza e trasporto in ospedale. La piscina è rimasta chiusa per permettere gli accertamenti e il ripristino delle condizioni di sicurezza.
Le persone soccorse
Secondo il bilancio pubblicato dall’ANSA alle 18:13 di domenica, le persone intossicate sono otto. Tra loro c’è un bambino di cinque anni trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea; altri quattro minori, di età compresa tra dieci e quindici anni, sono stati trasferiti in codice giallo in altre strutture.
Repubblica Roma, in un aggiornamento delle 21:29, ha riferito invece di dieci persone finite in ospedale e di altri sei minori coinvolti oltre al bambino soccorso in codice rosso. La differenza può dipendere dall’evoluzione dei controlli sanitari. Non risultano, al momento della verifica, comunicazioni ufficiali che permettano di ricondurre i due resoconti a un unico bilancio definitivo.
Soccorsi e verifiche nell’impianto
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il personale sanitario del 118 e i Carabinieri. I resoconti concordano sull’impiego di più mezzi di soccorso e sulla chiusura temporanea della struttura dopo l’evacuazione.
Resta da chiarire quale anomalia abbia provocato l’esalazione. Le verifiche tecniche dovranno stabilire se il problema sia nato dall’impianto di trattamento dell’acqua, da un errore nella gestione dei prodotti o da un’altra causa. Fino alla conclusione degli accertamenti non è corretto attribuire responsabilità a gestori, lavoratori o singole persone.
Cosa fare in caso di esposizione al cloro
Chi avverte un odore pungente accompagnato da irritazione, tosse o difficoltà respiratoria deve allontanarsi subito dalla zona, raggiungere un luogo ben ventilato e seguire le indicazioni dei soccorritori. Non bisogna rientrare nell’area interessata per recuperare oggetti finché le autorità non dichiarano cessato il pericolo.
In presenza di respiro affannoso, dolore al petto, confusione, perdita di coscienza o sintomi che peggiorano è necessario chiamare il 112. Occhi e pelle esposti vanno risciacquati con acqua corrente; non vanno improvvisati rimedi chimici né indotto il vomito. Per bambini, anziani e persone con patologie respiratorie è particolarmente importante una valutazione sanitaria tempestiva.
Un’informazione ancora in aggiornamento
L’episodio è avvenuto a Mentana, comune della Città metropolitana situato a nord-est della Capitale. L’articolo è stato aggiornato alle 7:00 di lunedì 20 luglio sulla base dei resoconti pubblicati nella serata precedente.
MyRoma aggiornerà il testo se Vigili del Fuoco, autorità sanitarie o forze dell’ordine diffonderanno un bilancio definitivo, informazioni sulle condizioni dei ricoverati o l’esito degli accertamenti tecnici. Per rispetto della privacy non vengono pubblicati nomi, fotografie o altri dettagli identificativi delle persone coinvolte.



