Due truffe rivolte a persone anziane sono state intercettate dalla Polizia ferroviaria a Roma Termini nell’arco di 48 ore. Nel primo intervento gli agenti hanno fermato su un treno diretto da Venezia a Napoli un giovane sospettato di avere sottratto oro e preziosi a due donne in provincia di Pordenone con la falsa storia di un familiare coinvolto in un incidente. Nel secondo, un passeggero ha riconosciuto i segnali di un raggiro e ha avvisato la Polfer, che ha assistito un’81enne arrivata dal Trentino prima che incontrasse chi le chiedeva denaro e oggetti di valore. Sono vicende distinte, unite dal passaggio nella stazione romana e dallo stesso meccanismo di pressione emotiva.
Il falso incidente e il treno verso Napoli
Secondo la Questura di Roma, due donne residenti in provincia di Pordenone sarebbero state contattate con il racconto di un familiare coinvolto in un incidente. Per risolvere una presunta emergenza avrebbero consegnato oro, gioielli e altri preziosi a un giovane arrivato presso la loro abitazione. La richiesta urgente e il riferimento a una persona cara sono elementi ricorrenti nelle truffe costruite per impedire alla vittima di riflettere o chiedere una verifica.
Dopo la consegna, il giovane avrebbe raggiunto in taxi la stazione di Venezia e preso un treno diretto a Napoli. Le vittime hanno avvisato i Carabinieri. Le immagini disponibili e una fotografia realizzata dal tassista avrebbero permesso di individuare il convoglio; la Polizia ferroviaria ha seguito il viaggio attraverso i sistemi di videosorveglianza e ha organizzato il controllo al passaggio da Roma Termini.
Quasi 300 grammi di monili recuperati
Gli agenti hanno fermato il giovane a bordo del treno quando è arrivato a Termini. Nello zaino, riferiscono Questura e ANSA, sarebbero stati trovati circa cento oggetti in oro e gioielli con pietre preziose, per un peso complessivo vicino ai 300 grammi. I beni sono stati riconosciuti dalle due donne come quelli consegnati poco prima.
Il giovane è stato arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli. Sono in corso ulteriori verifiche su possibili episodi analoghi commessi in altre regioni. L’arresto è una misura adottata nella fase iniziale degli accertamenti: le accuse dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria e la responsabilità penale può essere stabilita soltanto con una sentenza definitiva.
L’81enne arrivata dal Trentino
Il secondo intervento è avvenuto la sera precedente. Un’81enne proveniente dal Trentino stava viaggiando verso Roma dopo essere stata contattata da una persona che si era presentata come appartenente alla Guardia di Finanza. La donna sarebbe stata convinta a portare con sé denaro e valori per risolvere una presunta vicenda giudiziaria collegata alla sua automobile.
Un giovane passeggero ha ascoltato alcune telefonate e, insospettito dalle richieste, ha avvertito la Polfer. Agenti in abiti civili hanno incontrato la donna a Termini, l’hanno aiutata a comprendere il raggiro e l’hanno accompagnata al luogo fissato per la consegna. Nessuno si è presentato all’appuntamento; la Questura ritiene possibile che chi organizzava la truffa abbia notato la presenza della polizia. La donna ha potuto fare ritorno dai familiari.
I segnali da non ignorare
Entrambe le ricostruzioni mostrano come la truffa inizi da un’emergenza improvvisa: un incidente, un arresto, un debito o un problema giudiziario attribuito a un familiare. Segue la richiesta di contanti, oro o gioielli da consegnare rapidamente a un incaricato. Il tono può essere autorevole o minaccioso e il chiamante può presentarsi come agente, avvocato, medico o parente.
Forze dell’ordine e uffici giudiziari non chiedono di consegnare denaro o preziosi a casa, in stazione o a un corriere per evitare conseguenze a un familiare. Davanti a una richiesta simile è prudente interrompere la telefonata, non aprire la porta e contattare direttamente il 112. Il familiare citato va richiamato usando un numero già conosciuto, senza affidarsi ai contatti forniti da chi telefona.
Cosa fare subito
Non bisogna comunicare indirizzo, disponibilità di denaro, posizione di gioielli, codici bancari o orari in cui si è soli. È utile conservare numero chiamante, messaggi e indicazioni ricevute senza affrontare personalmente chi si presenta per il ritiro. Se la consegna è già avvenuta, una segnalazione tempestiva può aiutare a seguire spostamenti e transazioni, come dimostra l’intervento sul treno.
Familiari, vicini e operatori possono concordare una parola di sicurezza o una semplice procedura di verifica per le emergenze reali. Anche chi assiste casualmente a una telefonata sospetta può fare la differenza: nel secondo caso il passeggero non ha cercato di gestire da solo la situazione, ma si è rivolto agli agenti presenti in stazione.
Verifica, fonti e fotografia
MyRoma ha verificato l’aggiornamento alle 10:54 di sabato 29 agosto 2026. Il comunicato della Questura di Roma e il lancio ANSA concordano sui due interventi, sul percorso seguito nel primo caso, sulla quantità approssimativa dei preziosi e sull’assistenza prestata all’81enne. L’articolo distingue i fatti comunicati dalle ipotesi investigative e non pubblica nomi o immagini delle persone coinvolte.
La fotografia mostra realmente i binari della stazione Roma Termini, luogo in cui sono intervenuti gli agenti, ma è un’immagine di contesto del 2017 e non documenta i due episodi. Lo scatto è di Hide1228 ed è pubblicato su Wikimedia Commons con licenza Creative Commons Attribuzione–Condividi allo stesso modo 4.0.




